LIZZANO IN BELVEDERE

- Cenni storici -

Lizzano appare per la prima volta indicato come Masalizano o Massae Lixani nel diploma che Astolfo, re dei Longobardi, emise nel 753 a favore del cognato Sant'Anselmo, abate e fondatore del monastero dell'Abbazia di Nonantola.
Il suo nome, secondo gli storici Tiraboschi e Calindri, sembra derivi da "Silva Litana", che si estendeva nel giogo degli Appennini, poco sopra le sorgenti dello Scoltenna (Panaro).
Altri sostengono che il nome Lizzano derivi da "lizza", luogo di combattimento o luogo ove si sono combattute diverse battaglie (lizze).
Ma la denominazione più vera sembra quella che fa derivare Lizzano da liciano, luogo dei lecci, com'è per Lizzano e Lizzanella di Rovereto e molto probabilmente per Lizzano a Lizzanello presso Lecce.
"Vicum Licianum" è infatti scritto nel placito di Carlo Magno riportato dal Tiraboschi.
Lizzano prima ancora di chiamarsi Lizzano in Belvedere, si chiamò Lizzan Matto. Quest'epiteto appare nei documenti del 1381 e secondo la terminologia attuale starebbe a significare "falso" o anche "superiore" da Mactus" in latino, e sembra sia stato usato per distinguerlo da altro Lizzano.
Lizzano era continuamente oggetto di contesa fra l'Abbazia di Nonantola e il Vescovo di Bologna. Il dissidio fra questa e il Vescovo Vitale, per il suo possesso, fu sanato da Carlo Magno nell'810 con un placito in cui veniva stabilito che il vescovo avesse la giurisdizione di questa pieve e "sue appartenenze nello spirituale e l'Abate avesse quella temporale e il diritto di eleggervi i chierici".
Lizzano, pertanto, fin dai tempi antichi, era costituito in "Massa", cioè era una comunità che si governava con un suo proprio capo: il Massaro.
Si può considerare questa come una delle prime forme di organizzazione sulle quali si sviluppò in seguito il Comune rurale, fino a giungere alla forma attuale.