CASA E MUSEO ETNOGRAFICO
" Giovanni Carpani "

"Aspetti della Civiltà Montanara"

Portale dell'antica casa sede del museo,
con caratteristica chiave di volta lavorata a scalpello
e riproducente la data 1793, con simbolo e motto religioso
.

Il Museo Etnografico "G. Carpani" di Poggiolforato è uno dei tre Centri Visita del Parco Regionale del Corno alle Scale.
E un' importante raccolta di oggetti delta cultura materiale, nata dalla grande passione del maestro Giovanni Carpani, nativo di Vidiciatico e appassionato di storia e cultura locale.
I materiali esposti sono in gran parte frutto di donazioni spontanee di artigiani e residenti nel Comune di Lizzano in Belvedere, che a partire dalla metà degli anni '60 hanno messo a disposizione oggetti e utensili.
Nel 1977 G. Carpani, nella veste di Sindaco del Comune, acquistò una parte dell'edificio cinquecentesco detto "Le Catinelle", situato a fianco del Museo, ampliando un patrimonio già cospicuo.
Il materiale esposto copre un arco di tempo che va dal XVIII secolo ad oggi ed è pienamente apprezzabile grazie al restauro dell'edificio del Museo e al nuovo allestimento.
Pannelli didascalici consentono un più chiaro inquadramento storico-culturale degli oggetti esposti.
Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni che illustrano la vita e il lavoro dell'uomo in questa zona.

Sezione castagno: in questa prima e importante raccolta è ricostruito l'intero ciclo di lavorazione della castagna, dalla pulizia del castagneto alla raccolta dei frutti, dalla loro essiccazione alla sbucciatura e alla molitura.
Sono inoltre visibili gli utensili per la preparazione dei cibi a base di farina di castagne, che fino a circa un secolo fa hanno costituito l'unica fonte di sostentamento per la gente della montagna.

Sezione artigianato: è allestita nella stessa sala che ospita anche la sezione pastorizia.
Le attività rappresentate sono quelle degli artigiani del legno e della pietra, illustrate da molti utensili esempi dell'abilità degli scalpellini della zona, oltre a "coppi" (tegole) manufatti localmente nel secolo scorso.
Il deschetto del calzolaio, corredato dagli strumenti utilizzati per la fabbricazione delle scarpe, completa la raccolta.

Sezione pastorizia: il grande carro utilizzato nella transumanza è testimone di un'attività che per secoli ha visto i pastori spostarsi dalla pianura verso i pascoli montani.
Mediante l'osservazione degli oggetti esposti possono essere ricostruite tutte le fasi del lavoro del pastore, dalla tosatura alla mungitura, dal pascolo alla produzione di formaggio.

Sezione religiosità: è un piccolo spazio dedicato agli oggetti devozionali più diffusi o particolari.
Oltre ad arredi sacri usuali sono qui esposti anche oggetti espressione di una religiosità non sopravvissuta nel tempo, cioè i "brevi" battesimali, le bàttole, le torce beneauguranti.

Sezione tessitura: all'interno si possono vedere tutti gli utensili per la filatura, la cardatura e la tessitura delle fibre qui utilizzate, lana e canapa. lì grande telaio presente nella sala è un prodotto dell'abilità degli artigiani locali; su esso hanno tessuto tre generazioni di tessitrici: i campioni di tessuti diversi visibili costituiscono solo un piccolo saggio della loro bravura.
Il Museo dispone inoltre di un piccolo laboratorio didattico (in allestimento) in cui sarà possibile accedere ai dati di inventariazione attualmente disponibili.
Questo spazio sarà utilizzabile anche come sala studio per scolaresche.
Nel bookshop sono disponibili guide e pubblicazioni varie.

Casa-museo: nell'adiacente edificio detto "Le Catinelle" è possibile ammirare la ricostruzione di una tipica casa di montagna con arredi originali databili tra il XIX secolo e il periodo fra le due guerre.
La casa si compone di un grande atrio, di una cucina con camino monumentale e di una cantina al piano terra; al piano superiore si trovano due camere da letto e la stanza del telaio.


Testi a cura di Alessandra Biagi e Erica Brunini


(servizio fotografico di Daniele Giacobazzi - elaborazione grafica G.P.3. srl)

Ingresso dell'antica casa
sede del museo
Ricostruzione della cucina
E' possibile ammirare il "re dei camini",
il più grande di tutto l'Appennino.
Focolare, con l'immancabile paiolo
ed i "cavdòn" (capofuoco od alari) nuziali.
a sinistra:
raro esempio di fornello formato da un impasto di terra creta e calcite.
a destra:
mortaio in sasso finemente lavorato.
Sala della tessitura
Telaio
Sala della tessitura
Graffi, attrezzi per pettinare la canapa.
Sala del Mulino
"Cadinara", ruota a catini di legno per la trasmissione del movimento alla macina.
Angolo del pastore
Tipico secchio e seggiolino (definito di San Giuseppe) per mungere.
Angolo del pastore
a sinistra: ciotola porta caglio.
al centro: balze (antifurto) per cavalli, da cui il detto "Sei un'imbalzato"
a destra: collari antilupo per cani da pastore.


Come e quando visitarlo:
nel periodo estivo (luglio-agosto)
Tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 12
e dalle ore 15 alle ore 18

Tutto l'anno:
Apertura su richiesta per gruppi e scuole - tel. 0534-51051 - 53159